Iniziativa civica indipendente · Catania

Proteggere gli equidi.
Senza cancellare una cultura.

Per una legge fondata su benessere animale, tracciabilità e legalità — non su un divieto indiscriminato della filiera alimentare equina.

Situazione legislativaEsame parlamentare in corsoAggiornato al 19 agosto 2026

01 · Il manifesto

Una posizione seria richiede più di uno slogan.

Le proposte oggi all’esame del Parlamento affrontano problemi reali, ma un divieto generalizzato confonderebbe animali con destinazioni profondamente diverse. Chiediamo regole più precise, più controlli e un confronto basato sui fatti.

La tutela degli equidi non deve diventare un confronto tra chi ama gli animali e chi difende una tradizione. È possibile — ed è necessario — fare entrambe le cose con coerenza.

Difendiamo il diritto delle persone a scegliere alimenti legali e sicuri, ma soltanto dentro una filiera pienamente tracciata. Condanniamo senza riserve stalle abusive, corse clandestine, maltrattamento e macellazione illegale.

Non chiediamo privilegi per Catania. Chiediamo che il legislatore ascolti i territori, distingua le diverse destinazioni degli animali e valuti le conseguenze concrete prima di cancellare un intero comparto.

02 · I principi

Cinque impegni non negoziabili.

01

Benessere animale

Standard elevati lungo allevamento, trasporto e macellazione, con controlli effettivi e sanzioni proporzionate.

02

Legalità

Tolleranza zero per stalle abusive, corse clandestine, maltrattamento, documenti falsi e macellazione fuori dai circuiti autorizzati.

03

Destinazioni separate

Nessun animale registrato per compagnia, sport, terapia o lavoro deve poter entrare successivamente nella filiera alimentare.

04

Tracciabilità

Identificazione individuale, registri aggiornati, controllo dei medicinali veterinari e verificabilità fino al punto vendita.

05

Libertà informata

Quando un prodotto è legale, sicuro, tracciato e rispettoso del benessere animale, il divieto non può dipendere soltanto dalla specie.

03 · Le proposte

Sei richieste concrete alle istituzioni.

Il punto non è scegliere tra tutela e tradizione. Il punto è scrivere regole capaci di garantire entrambe.

01

Classificazione distinta

Categorie giuridiche separate per equidi destinati alla produzione di alimenti (DPA) e non-DPA, con passaggio alla categoria non alimentare irreversibile.

02

Divieti mirati

Esclusione dalla filiera degli equidi non-DPA, privi di tracciabilità o trattati con medicinali incompatibili; nessun divieto indiscriminato per gli animali allevati legalmente a scopo alimentare.

03

Controlli rafforzati

Controlli veterinari e interforze basati sul rischio, con priorità alle aree interessate da stalle abusive, corse clandestine e movimentazioni non documentate.

04

Trasparenza pubblica

Dati annuali su allevamenti, capi DPA e non-DPA, macellazioni autorizzate, sequestri, non conformità e sanzioni.

05

Valutazione d’impatto

Prima di introdurre divieti strutturali, misurare effetti economici, costi di mantenimento, rischio di abbandono e possibili incentivi al mercato clandestino.

06

Tavolo territoriale

Sicilia e Catania al tavolo con veterinari, associazioni animaliste, allevatori, macellai, ristoratori e consumatori.

04 · Metodo pubblico

“Non costruiremo credibilità inventando numeri. La costruiremo rendendo verificabile ogni affermazione.”

Pubblicare soltanto dati verificabili.

Dichiarare finanziamenti e conflitti d’interesse.

Non usare nomi o loghi senza consenso.

Ascoltare anche chi sostiene il divieto.

05 · Le fonti

Il confronto parte dai documenti.

Alla data indicata, le proposte risultano ancora all’esame della Commissione Agricoltura della Camera. Le fonti qui sotto permettono di verificare direttamente iter e posizioni citate.

Chi promuove l’iniziativa

Aurelio Tosto

Catanese, residente nel Regno Unito da circa dodici anni. Questa iniziativa nasce senza affiliazione partitica, come esercizio di ascolto civico e costruzione di una proposta verificabile.

“Lio” per gli amici anglofoni; Aurelio nel dibattito pubblico italiano.

06 · Partecipa

Prima una rete competente.
Poi, eventualmente, una forza civica.

Invitiamo allevatori, veterinari, macellai, ristoratori, associazioni per il benessere animale, ricercatori e cittadini a correggere, integrare e mettere alla prova questa proposta.

Per contributi, correzioni e adesioni: contatti@tutelaequidi.it